venerdì 19 febbraio 2010

Co-creatori (molto lontano e tanto tempo fa)

Qui di seguito trovate la traduzione dell'articolo Co-creators – far away and long ago pubblicato il 4 dicembre 2009 da Lynne Mc Taggart, la nota giornalista autrice dei libri Il campo di punto zero e La scienza dell'intenzione. Un articolo interessante anche se l'autrice incentra l'analisi di alcuni fenomeni di natura quantistica sulla base dell'interpretazione ortodossa della fisica quantistica stessa (l'interpretazione probabilistica della sovrapposizione di stati) senza fare cenno alle possibili altre interpretazioni.

Occorre precisare però che il valore della seguente dissertazione dipende ben poco, a mio avviso, dal modello scelto per interpretare i fenomeni quantistici.



Molte persone di questi tempi utilizzano il termine ‘effetto osservatore’ senza realmente sapere cosa esso sia o quali ne siano le profonde implicazioni.

Probabilmente la persona più indicata per esaminare tale questione era un fisico statunitense chiamato John Archibald Wheeler.

Wheeler, un pupillo del fisico danese Niels Bohr, era affascianto da quella che divenne poi nota come Interpretazione di Copenhagen, dal nome del posto in cui Bohr, ed il suo brillante pupillo, il fisico tedesco Werner Heisenberg, postulò il probabile significato delle loro straordinarie scoperte matematiche.

Bohr ed Heisenberg si resero conto che gli atomi non sono piccoli sistemi solari fatti di palline, ma qualcosa di molto più caotico: una minuscola nuvola di probabilità.

Come hanno scoperto inizialmente i fondatori della teoria quantistica nella prima parte del ventesimo secolo, le particelle subatomiche come gli elettroni o i fotoni non sono di per sè niente di ben preciso.

Ogni particella subatomica non è una cosa solida e stabile, ma piuttosto esiste in molti stati contemporaneamente, in uno stato di pura potenzialità — ciò che è descritto dai fisici come una ‘sovrapposizione’, o somma, di tutte le probabilità [sovrapposizione di differenti stati - N.d.T.].

Gli scienziati riconoscono semplicemente che un elettrone ‘probabilmente’ esista quando essi lo fissano facendo una misura, momento nel quale questa sovrapposizione di molti stati collassa e l'elettrone si ritrova in uno stato singolo.

Il fatto che ciò succeda solo quando la particella viene misurata od osservata suggerisce una possibilità che appare sbalorditiva a molti scienziati: che il ruolo dello scienziato stesso — o nella vita comune, il ruolo della coscienza vivente — in qualche modo influenzi i più piccoli elementi della vita, facendo diventare realtà qualcosa che prima era solo una possibilità.



Un nuovo esperimento con la doppia fenditura

Wheeler voleva verificare questa possibilità con una variante del famoso esperimento di fisica quantistica della doppia fenditura [vedi anche il video qui sopra], che a sua volta è una variante di un esperimento con la luce realizzato per primo da Thomas Young, un fisico britannico del diciannovesimo secolo.

Nell'esperimento di Young, un fascio di luce viene fatto passare attraverso una fenditura in uno schermo di cartone, quindi passa attraverso un secondo schermo con due fenditure e finalmente arriva ad un terzo schermo bianco.

Nell'esperimento di Young la luce che passa attraverso le due fenditure genera uno schema zebrato di strisce alternate chiare e scure sullo schermo bianco finale. Se la luce fosse composta semplicemente da un insieme di particelle, due delle bande più luminose apparirebbero direttamente di fronte alle due fenditure del secondo schermo – come uno schema di particelle individuali [con riferimento alla figura precedente, se fossero solo minuscole "palline" ad essere lanciate contro le fenditure, sostanzialmente tutte quelle che riescono a passare attraverso le fessure sbattendo contro l'ultimo schermo si dovrebbero raggruppare in due fasce poste sulla linea che collega la sorgente ad S1 e lungo la linea che collega la sorgente ad S2 - N.d.T.].

Invece la parte più illuminata dello schema è a metà strada tra le due fenditure, ed è causata dalla sovrapposizione di quelle onde che interferiscono costruttivamente fra di loro. Analizzando questo schema Young fu il primo a rendersi conto che la luce che si irradia dalle due fenditure si diffonde come fanno delle onde che poi si sovrappongono .

Una variante moderna dell'esperimento consiste nello spedire attraverso la doppia fenditura dei singoli fotoni utilizzando uno strumento detto interferometro. Anche questi fotoni lanciati singolarmente producono uno schema zebrato sullo schermo, dimostrando che anche i singoli quanti di luce viaggiano come se fossero delle onde sfumate con una larga sfera d'influenza.

I fisici del ventesimo secolo progredirono effettuando l'esperimento di Young con altre particelle quantistiche singole, e considerano questa una prova decisiva del fatto che la fisica quantistica manifesti delle proprietà sconcertanti: le entità quantistiche si comportano come delle onde che passano contemporaneamente attraverso le due fenditure.

Dal momento che sono necessarie almeno due onde per creare un tale schema di interferenza, ciò che implica questo esperimento è che il fotone è in qualche misteriosa maniera capace di attraversare entrambe le fenditure contemporaneamente ed interferire con se stesso quando si ricompone. Tuttavia c'è un inghippo in questo esperimento: quando l'apparato sperimentale è dotato di un rilevatore di particelle per determinare attraverso quale fenditura sia passato il fotone, il risultato dell'esperimento cambia. Invece di comportarsi come onde, i fotoni si comportano come se fossero particelle che attraversano di volta in volta solo una delle due fenditure.

[Ciò che succede in tal caso è che il fotone] piuttosto che creare uno schema di interferenza, crea sullo schermo uno schema da particelle singole.

Così quando il rilevatore di particelle è acceso, il fotone si comporta come una particella solida invece che come un'onda sfumata: esso è stato posto in essere. A questo punto esso collassa in una singola entità, passa attraverso solo una delle due fenditure e ti permette di descrivere il suo percorso.

Esperimento della scelta ritardata
Nel 1978, quando Wheeler stava meditando sul significato di questo esperimento — che sembrava porre l'enfasi sul fatto che i fotoni fossero rilevati o meno — si chiese se la tempistica fosse importante – se importasse a quale punto il fotone viene osservato o misurato.

Egli ha escogitato un famoso esperimento concettuale detto l'esperimento della scelta ritardata, nel quale un rilevatore di particelle viene posto più in avanti [lungo il tragitto della particella] in maniera tale che il percorso del fotone viene scoperto solo diverso tempo dopo che esso ha sorpassato le fenditure.

Pensate ad un fotone che ha già oltrepassato le fenditure e che sta per arrivare allo schermo. Ci sono tre possibiili strade per esso: la fenditura sinistra, la fenditura destra o entrambe le fenditure contemporaneamente, e a questo punto noi non sappiamo ancora quale strada esso ha preso.

Wheeler immaginò che l'apparato [sperimentale] includesse uno schermo rilevatore dotato di notevole mobilità, che potesse essere rimosso a tale punto [del percorso] oppure lasciato al suo posto. Se lo schermo viene rimosso, possono allora operare due rivelatori ottici [posti dietro lo schermo] ognuno designato a rilevare il passaggio da una delle fenditure. Se lo schermo [mobile] viene rimosso i rilevatori ottici possono registrare un piccolo lampo di luce mentre il fotone passa attraverso le fenditure e scoprire così se il suo percorso ha attraversato l'una o l'altra fenditura.

In questo esperimento, l'osservatore ha ‘ritardato la sua scelta’ se vuole osservare il percorso del fotone (per mezzo dei rilevatori ottici) oppure no, fino a dopo che il fotone abbia presumibilmente fatto preso la sua decisione di passare attraveso una fenditura, l'altra, o tutte e due.

Secondo l'ingegnosa matematica di Wheeler, il percorso dei fotoni dipende interamente dal fatto che essi sono osservati oppure no.

Sorprendentemente, se rimuoviamo lo schermo ed i rivelatori ottici registrano il percorso dei fotoni – anche dopo che il fotone ha oltrepassato la doppia fenditura – abbiamo uno schema di distribuzione consistente con quello che si ottiene nel caso di particelle che possono passare solo atraverso una o l'altra delle due fenditure, ma non da entrambe.

Se lo schermo è al suo posto, i fotoni rimangono in uno stato di sovrapposizione ed attraversano entrambe le fenditure [o meglio è come se le onde associate ai due possibili stati del fotone passassero attraverso entrambe le fenditure interferendo poi tra di loro - N.d.T.].

Osservazione – indietro nel tempo?

L'aspetto notevole di questo esperimento ovviamente è che la tempistica non è rilevante: anche dopo che l'evento si è manifestato ed il fotone è passatto attraverso una fendiura o tutte e due, la presenza o l'assenza dello schermo — cioè la presenza o l'assenza dell'osservazione — determina il suo risultato finale.

La conseguenza di ciò è che l'osservazione, anche dopo il verificarsi dell'evento, determina il risultato finale [dell'esperimento].

L'osservatore controlla interamente lo stato che assume ciò che viene osservato, e ciò può avvenire da ogni punto sulla linea del tempo [a partire da ogni momento].

Nelle parole del pupillo di Wheeler, il famoso fisico Richard Feynman, il ruolo dell'osservatore nella fisica quantistica era il ‘mistero che non può andare via’.

Tuttavia l'idea di Wheeler rimase un'intrigante questione matematica fino al 2007, quando Jean-François Roch ed i suoi colleghi della Ecole Normale Supérieure di Cachan in Francia hanno trovato una maniera di realizzare l'esperimento che Wheeler aveva immaginato trent'anni fa .

Nei suoi costituenti più elementari, la materia fisica non solo non è niente di perfettamente definito, ma rimane qualcosa di indeterminato in cui è coinvolta la coscienza. Nel momento in cui noi osserviamo un elettrone o facciamo una misura, sembra che aiutiamo a determinare il suo stato finale. La relazione più fondamentale di tutte potrebbe essere quella della materia e della coscienza che l'osserva.

Tuttavia ciò che più lascia a bocca aperta delle scoperte di Wheeler e della prova di Roch e dei suoi colleghi sono le implicazioni sull'irrilevanza del tempo.

Come ha notato una volta nel 2006, due anni prima di morire: “Siamo partecipi di un processo che pone in essere non solo quello che è vicino nel tempo e nello spazio, ma anche ciò che è lontano e che è successo tanto tempo fa.” Nella sua fertile immaginazione egli ha persino immaginato l'intero universo come un'onda gigantesca che ha bisogno di essere osservata affinchè sia posta in essere.

In questo caso, forse l'osservatore risulterà essere Dio.



Per meglio spiegare la questione dell'esperimento a scelta ritardata riporto qui di seguito un estratto del paragrafo I paradossi della meccanica quantistica tratto dall'interessante libro I segreti dell'universo (che tratta tematiche molto simili a quelle del presente articolo)

L'esperimento 'a scelta ritardata' di Wheeler.

Immaginiamo un fotone che passa attraverso i due fori, come un'onda, e fa interferenza con se stesso. Come abbiamo visto, per distruggere la figura di interferenza, è sufficiente osservarlo "subito dopo" che è passato da un foro: in tal caso esso non è più un'onda ma una particella e quindi non può passare anche dall'altro foro. E poiché non può passare dall'altro foro la figura di interferenza scompare.

Perciò noi possiamo "decidere" se osservare il fotone come particella o se permettergli di fare la figura di interferenza come un'onda. Benissimo.

Abbiamo detto che riveliamo il fotone "subito dopo" che è transitato dal primo foro. "Subito dopo" significa che è passato pochissimo tempo dal transito nel foro. Ma per quanto piccolo sia il tempo trascorso, il fotone comunque ha già oltrepassato il foro; inoltre fino a questo momento esso è rimasto un'onda perché non l'abbiamo ancora rivelato. Perciò nel frattempo l'onda ha già imboccato anche l'altro foro e lo ha oltrepassato. E allora come fa il fotone ad essere rivelato "tutto intero" vicino al primo foro? Che fine fa il fronte d'onda che aveva appena oltrepassato il secondo foro? Scompare nel nulla? Sembra proprio di sì, ma com'è possibile?

Per chiarire questo punto, Wheeler propose di fare così: lasciamo che il fotone passi attraverso la maschera, come un'onda, passando da entrambi i fori. A questo punto, dopo che il fronte d'onda ha superato la maschera, inseriamo un rivelatore non lontano dal primo foro, ma neanche tanto vicino (cioè quanto basta per essere sicuri che nel frattempo tutto il fronte d'onda sia già sicuramente transitato dalla maschera). In pratica vogliamo effettuare la scelta di osservare il fotone come particella, però dopo che esso è transitato da entrambi i fori come un'onda. Infatti l'esperimento è chiamato "a scelta ritardata".

L'esperimento è stato realmente effettuato da alcuni scienziati dell'Università del Maryland. Ebbene, inserendo il rivelatore dopo che l'onda è transitata dalla maschera, esso individua il fotone come particella e perciò la figura di interferenza non si crea. Ma allora che fine fa la parte dell'onda già transitata dal secondo foro?!

Scompare nel nulla, poiché il fotone viene rivelato interamente vicino al primo foro! Eppure, diciamo noi, l'onda era transitata sicuramente anche dal secondo foro: infatti, se non si inserisce il rivelatore (lasciando inalterato tutto il resto), si forma la figura di interferenza (che può formarsi solo se l'onda transita da entrambi i fori). E allora com'è possibile?!

La realtà è che anche stavolta cerchiamo di fornire un'immagine oggettiva di ciò che accade: ma un'immagine oggettiva non è adeguata. Non ha senso dire che "l'onda è già passata", perché solo all'atto della misura possiamo dire che qualcosa è avvenuto: prima della misura il fotone rimane in uno stato indefinito di potenzialità o di non-oggettività (qualcuno preferisce dire perfino di irrealtà). Quando poi inseriamo il rivelatore, allora possiamo dire con certezza che il fotone era passato solo dal primo foro e non dal secondo foro, e infatti non c'è interferenza. Quando invece non inseriamo il rivelatore, e riveliamo dei fotoni sul bersaglio (con figura di interferenza), allora possiamo dire che ciascun fotone ha fatto interferenza come se fosse un'onda transitata da entrambi i fori; ma questo lo possiamo dire solo dopo che il fotone viene rivelato sul bersaglio (in un punto raggiungibile solo da un'onda ma non da una particella), cioè dopo la misura.

La cosa che a noi appare incredibile è che ciò che il fotone ha deciso di fare sulla maschera (passare da un foro solo o entrambi) dipende da una scelta successiva al transito stesso! Infatti il rivelatore viene inserito dopo che il fronte d'onda è transitato dalla maschera. Come dice Wheeler, la "scelta" di far passare il fotone da un solo foro o da entrambi è "ritardata", cioè avviene dopo che il fotone è passato!

Affinché la cosa non risulti incredibile, dobbiamo ammettere che ciò che è successo prima non è definito. Occorre specificare che l'esperimento condotto nell'Università del Maryland non è stato impiegato uno schermo con due fori ma un'apparecchiatura concettualmente equivalente: un fascio laser è stato diviso in due fasci separati, uno dei quali attraversava un rivelatore (che poteva essere "acceso" o "spento"), ed infine i due fasci venivano fatti convergere nel rivelatore finale, dove si poteva verificare l'eventuale interferenza.



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Fenomeni quantistici nel cervello?

Neuroscienze

domenica 6 settembre 2009

Gli esperimenti coi numeri casuali del PEAR e la precognizione

Due interessanti articoli tratti dalla "pagina degli amputati" sulle precognizioni ottenute con i generatori di numeri casuali del PEAR.




POSSIAMO PREVEDERE IL FUTURO?(12-02-05)

CLICCA QUI per ulteriori informazioni precedentemente publicate sull'esperimento di Princeton)

Clic per vedere i dati in diretta!

Nei sotterranei d'una polverosa libreria di Edinburgo, giace una scatoletta nera non più grande di due pacchetti di sigarette affiancati, che sforna continuamente numeri a caso. A prima vista sembra uno strumento molto banale, una scatola metallica che contiene un microchip di quelli che si trovano nei calcolatori tascabili, ma secondo eminenti scienziati, avrebbe straordinari poteri: sarebbe "l'occhio" d'una macchina in grado di sbirciare nel futuro! Pare infatti che l'apparecchio abbia percepito i fatti dell'11 Settembre 2001 ben 4 ORE PRIMA CHE AVVENISSERO, anche se gli scettici non sono molto d'accordo.

Il fatto si é però ripetuto altre volte, compreso lo scorso 26 Dicembre, quando l'apparecchio ha segnalato lo tsunami nell'Oceano Indiano, STAVOLTA CON un LARGO ANTICIPO DI BEN 24 ORE. A questo punto anche gli scettici devono ammettere che c'é qualcosa di strano in questo dispositivo che, lo ricordiamo ai lettori, non fa altro che "lanciare una monetina", milioni di volte al minuto, fornendo il risultato, testa o croce (rappresentato da zero e da uno su un grafico). Teoricamente per ogni cento "lanci" non dovremmo discostarci da 50 "testa" e 50 "croce", ma prima del verificarsi dei suaccennati eventi catastrofici, i dati erano totalmente diversi da quanto ci si potesse attendere (vedi figura, dove la linea verde rappresenta il normale risultato della somma dei testa e croce, dato che +1 e - 1 dà zero).

"E' un fatto sconvolgente," ha dichiarato il Dr. Roger Nelson, ricercatore emerito dell'Università di Princeton e capo del Global Consciousness Project (GCP), "per ora brancoliamo nel buio."

Lo scopo della ricerca é scoprire se esista o meno un collegamento inconscio dell'umanità ad una "mente collettiva"CUI TUTTI POSSIAMO ACCEDERE SENZA SAPERLO, quella che gli Spiritualisti chiamano "Akashic Records". I dati fin'ora raccolti dimostrerebbero non solo questo fatto, già di per sè sconvolgente, ma addirittura che l'apparecchio potrebbe predire il futuro!

Da ciò ne é conseguito che ben 75 Scienziati di diverse discipline e provenienti da tutto il mondo (41 Nazioni), si sono recati a Princeton per prendere parte allo studio, che é al momento il più lungo mai condotto sul paranormale. Studi di questo tipo normalmente si "sgonfiano" col passare del tempo, ma cio' non é avvenuto col GCP (che é iniziato nel '74), il problema é semmai interpretarne i risultati.

Il primo ad indagare sui fenomeni paranormali con rigore scientifico, é stato il Professor Robert Jahn ed é sua l'idea del generatore di numeri casuali. Nei primi tempi della ricerca, egli si recava in mezzo alla strada, chiedendo ai passanti di concentrarsi sul suo "BlackBox". In seguito si rivolse a gruppi di meditazione, ottenendo sempre gli stessi sconvolgenti risultati: l'apparecchio alterava la corretta sequenza di generazione dei numeri casuali e la linea del grafico che ne risultava, si discostava notevolmente da quella totalmente piatta che ci si aspettava di vedere, come se vi fosse stata una qualche misteriosa interferenza esterna a falsare il ritmo dei "lanci"!

Nei decenni successivi, grazie allo sviluppo di Internet, piu' Istituti di ricerca si sono collegati fra loro, fino ad avere in funzione più di 40 generatori sparsi per tutto il pianeta. Il primo risultato eclatante ci fu il 6 settembre del 97, quando un miliardo di persone seguì in diretta mondiale i funerali di Lady Diana, producendo una vistosa deviazione verso l'alto della curva di tutti i generatori.

Il Dr. Nelson non fu in grado di fornire una spiegazione valida del fenomeno, l'unica ipotesi che si poteva formulare era di tipo paranormale: l'emozione suscitata dall'evento incideva in qualche modo sugli apparecchi.

A tutt'oggi, gli "Eggs" (uova, il soprannome dato alle scatole nere) sono arrivati a ben 65 unità, sparsi in ben 41 nazioni e collegati giorno e notte via Internet. Oltre agli eventi succitati, sono stati rilevati il bombardamento della NATO sulla Jugoslavia e l'affondamento del sottomarino Russo Kursk. Naturalmente la tragedia delle Twin Towers é il "pezzo forte" di questa strana ricerca ai confini della Scienza, dato che il rilevamento é avvenuto 4 ore PRIMA degli eventi e non DURANTE l'attacco, (vedi immagine qui sotto) lasciando gli Scienziati ancora più sconcertati. Essi, per quattro ore, intuirono che qualcosa di terribile stava per accadere, ma non sapevano né dove, né quando.

La stessa situazione si é ripetuta il 26 Dicembre scorso, questa volta con un "preavviso" salito ad addirittura 24 ore! Gli scettici si difendono debolmente, affermando che c'é sempre qualche grosso evento drammatico nel mondo e che le rilevazioni potrebbero essere puramente casuali, ma - purtroppo per loro - questa possibilità é pari ad una contro un milione... !

Le leggi della fisica ci dicono che il tempo puo' scorrere sia avanti che indietro, per cui potremmo ipotizzare che queste "onde" temporali, questo "flusso e riflusso" per noi impercettibile, possa essere avvertito a livello inconscio da tutti noi e manifestarsi come un "deja-vu", ovvero come un "ricordo del futuro". Lo dimostrerebbe un altro esperimento, condotto su volontari le cui funzioni vitali ( EEG, ECG, CONDUTTIVITà DELLA PELLE) venivano monitorate durante la proiezione di foto su uno schermo. Finché le foto riproducevano immagini a scarso impatto emotivo -come paesaggi, volti umani, animali- i soggetti non mostravano particolari reazioni (aumento del battito cardiaco, alterazioni del'EEG, ecc.) mentre si assisteva ad un brusco incremento di tali attività quando le immagini presentate erano particolarmente impressionanti. Fin qui tutto normale, ma dopo un po' gli sperimentatori notarono che tali reazioni si verificavano alcuni secondi prima della comparsa delle immagini ad alto impatto emotivo, come se i soggetti fossero in grado di prevederne la proiezione, cosa che non potevano assolutamente sapere nemmeno gli scienziati stessi, in quanto la sequenza fotografica era totalmente casuale.

Alla luce di quanto fin qui esposto, ne consegue che gli esseri umani sarebbero in grado di prevedere il futuro e di essere inconsciamente coscienti (mi si perdoni il gioco di parole) di eventi catastrofici o particolarmente drammatici, che avvengono ai loro simili.

Gli Scienziati che partecipano a questa interessante ricerca non si sbilanciano troppo, per paura del ridicolo, ove si trovasse una spiegazione più "terrena", e si limitano a dire che il fenomeno é interessante e merita ulteriori approfondimenti.
"Ci é stato insegnato che siamo individui e che dobbiamo esistere come tali in una società, ma questo non é vero" ha detto il Dr. Nelson, che continua: "Forse siamo tutti connessi l'un l'altro e molto più intimamente di quanto sappiamo."

Lasciamo ai nostri lettori il giudizio finale e personale su queste conclusioni che non ci sentiamo di criticare, perché in linea col nostro modo di pensare da "scettici aperti ad ogni possibile spiegazione".


OBAMA E LA COSCIENZA COLLETTIVA (23-01-09)

Anche il 21 Gennaio scorso, PRIMA e durante l'insediamento di Obama alla Casa Bianca, è successo lo stesso, ovvero vi è stata una deviazione enorme della sequenza numerica (la cui somma algebrica dovrebbe essere sempre pari a zero); come dire che tirando in aria una monetina per 450 volte di seguito, fosse uscito sempre testa o sempre croce. Date un'occhiata al grafico ... E' incredibile!

martedì 27 gennaio 2009

INTENZIONE di PACE: Un ESPERIMENTO Globale


Roger Nelson, progettatore del Global Consciousness Project e membro del nostro gruppo scientifico, ha analizzato l'effetto del nostro Esperimento sull'Intenzione di Pace, applicato ai generatori di un evento casuale, esperimento da lui condotto in modo continuativo in tutto il mondo. (A questo proposito vedi >>>anche)

Numerose analisi rivelano che le macchine REG (Random Event Generator) erano influenzate da una meditazione di 40 minuti avvenuta durante gli otto giorni del nostro Esperimento sull'Intenzione di Pace, e tali cambiamenti erano simili a quelli verificatisi nei momenti di meditazione di massa nelle aree in cui si tenta di ridurre la violenza.

Analizzando i dati dell'intera settimana, Nelson e i suoi collaboratori riscontrarono un modello giornaliero coerente. Gli aumenti nell'ordine dei risultati REG erano simili ai cambiamenti stabiliti dal nostro protocollo, durante i 20 minuti di preparazione, o “Powering Up”, di osservazione del target dello Sri Lanka, e successivamente ai 10 minuti dell'effettivo invio dell'intenzione. Nonostante le macchine mostrassero un cambiamento già nella fase di Powering Up, quando i nostri partecipanti erano pronti, l'effetto fu più impressionante proprio nei 10 minuti dell'esperimento, mentre inviavamo l'intenzione.

“In particolare, la forte inclinazione dei dati nei 10 minuti di meditazione sembra uguale a quella osservata nell'esame degli stessi durante le Meditazioni Trascendentali dei meditatori di livello avanzato” scrive il Dottor Nelson. “Questi esperimenti del tipo “calmanti sociali” erano infatti serviti da modello per l'esperimento sull'intenzione di pace”.

Come alcuni potranno ricordare, l'Esperimento sull'Intenzione di Pace nacque al tempo dai numerosi studi sulla MT (Meditazione Trascendentale). Questi dimostrarono che quando una massa critica di patedipanti all'esperimento medita regolarmente in un'area, l'indice dei reati o dei conflitti armati diminuisce.

Ma gli studi sulla MT esaminano semplicemente l'effetto di pratiche calmanti di “attenzione” come la meditazione trascendentale, appunto. Il nostro esperimento si è spinto un po' oltre esaminando cosa accade quando un grande gruppo manda un'intenzione di cambiamento estremamente chiara.

Come funziona il Global Consciousness Project(Progetto di Coscienza Globale):

Un REG, costruito per esaminare l'effetto della mente sulla macchina, rappresenta l'equivalente elettronico del XXI secolo del lancio di una moneta.

Il risultato di queste macchine (l'equivalente computerizzato di “testa o croce”) è controllato da una frequenza casuale alternata di impulsi positivi e negativi. Dato che la loro attività è del tutto casuale, le macchine producono “teste” e “croci” quasi la metà delle volte, secondo le leggi di probabilità.

Nelson ha messo a punto un programma computerizzato e centralizzato, per far si che i REG localizzati in 60 posti su tutto il globo, e funzionanti ininterrottamente, producano continuamente una corrente di bit casuali di dati in un immenso hub centrale attraverso Internet.

Nelson e i suoi collaboratori studiano periodicamente questi flussi di corrente confrontandoli con le maggiori e più recenti notizie, cercando di stabilire ogni sorta di connessione statistica. Metodi e analisi standardizzate mostrarono ogni manifestazione di ordine - un momento in cui il risultato della macchina mostrava meno casualità del solito - e se il tempo generato corrispondeva a quello di un evento mondiale più importante.

Fino a oggi i risultati sono stati messi a confronto con centinaia di eventi più o meno recenti, tra cui la morte della Principessa del Galles, la tragedia dell'11 settembre, le reazioni alla guerra in Iraq e al presidente Bush. Ogni volta che qualcuno mostrava reazioni di grande gioia o spavento di fronte a un evento importante, anche le macchine sembravano reagire. Inoltre, il grado di “ordine” nel risultato della macchina sembrava incontrare l'intensità emotiva degli eventi, soprattutto quelli tragici: maggiore era l'orrore, maggiore l'ordine.

Perché questo risultato è così importante.

Nelson ci avverte che un singolo studio come questo produce solo un effetto statistico minimo, quindi conosceremo veramente la “prova” scientifica di un effetto solo se ripeteremo questo genere di studio ancora molte volte. "Tuttavia, il fatto che durante lo studio abbiamo rilevato un effetto tutti i giorni, dimostrando un impeto di cambiamento proprio durante il periodo di 10 minuti del vero esperimento - afferma Nelson - evidenzia una 'prova importante dell'effetto di consapevolezza e sensibilità della rete del GCP a un livello imprevedibilmente dettagliato”.

Puoi >>>partecipare anche tu alla nostra valutazione dell'Esperimento sull'Intenzione di Pace

Ora che è trascorso tempo a sufficienza per analizzare il vero effetto delle nostre intenzioni e raccogliere la testimonianza scientifica finale, ci serve anche la tua energia.

Abbiamo bisogno di sapere se e come avete partecipato, le vostre difficoltà, e cosa vi è accaduto a livello personale durante e dopo l'esperimento.

Per esempio, avete sperimentato la pace nella vita?

Abbiamo organizzato per voi una semplice indagine on-line. Il questionario non richiede dati personali, come nome, cognome o indirizzo, ma dettagli sulla vostra esperienza circa l'Esperimento di Pace e le sue conseguenze. Ogni informazione da voi fornita sarà usata solo nell'ambito di articoli scientifici, o come parte delle mie relazioni personali sull'esperimento, su queste e-news, e altrove.
Niente del materiale usato vi identificherà personalmente.

Dedicateci cinque minuti. Il vostro aiuto fornirà dati preziosi sull'esperimento e offrirà suggerimenti sul modo di migliorare il nostro sistema per i futuri Esperimenti sull'Intenzione.

Grazie in anticipo per aver trovato un minuto per partecipare all'indagine cliccando qui.

Fonte:Scienza e Conoscenza
Fonte:Veritas

sabato 8 novembre 2008

Sperimentiamo il potere dell'intenzione

La mente puo' influire sulla realtà, è un dato di fatto, questo blog vuole essere un collegamento fra persone che si vogliono sintonizzare per realizzare un esperimento di realizzazione positiva di tali poteri.
Per il momento si apre una discussione su come coordinarsi.

Le prove scientifiche dell'esistenza del cosiddetto "paranormale"

Mi piace aprire questo articolo con le affermazioni fatte da Mario Bruschi, docente di fisica (Dipartimento di Fisica dell'Università La Sapienza di Roma) in un suo articolo:

"Sei anni fa tentai di verificare (propria manu) quei dati statistici riportati in altri studi (e ritenuti inaffidabili dai colleghi) con un esperimento basato su test 'classici' di telepatia e chiaroveggenza, avendo in più l'opportunità di usare un gruppo di soggetti che, per il particolare training ricevuto, fosse sperabilmente sopra la norma ma tuttavia lontano dalla 'professionalità' (con i pericoli connessi). I risultati di tale esperimento in sé altamente significativi furono per me ancora più significativi in un modo inaspettato: infatti un resoconto dell'esperimento (più tardi pubblicato in Di Grazia U., Tecniche dell’Unione, Ed. Mediterranee, Roma,1990, 147-179), fatto circolare tra amici e colleghi ed inviato al CICAP, mi ha procurato una sequenza di polemiche e arroventate discussioni costringendomi a passare da un impegno ed interesse 'amatoriale', come era stato il mio nel campo 'paranormale' fino ad allora, a un approfondimento e a uno studio più 'professionale'. E così, con mia grande sorpresa, ho scoperto che (...) l'esistenza di fenomeni ESP e PK è stata provata sperimentalmente al di sopra di ogni ragionevole dubbio.

Per comprendere che tipo di esperienze scientifiche permettono di dimostrare senza ombra di dubbia l’influenza della mente sulla realtà fisica, la comunicazione telepatica, la precognizione, bisogna avere almeno un’idea di cosa siano la statistica; per comprendere invece quali teorie scientifiche potrebbero giustificarle, occorre familiarizzare con alcuni elementi della fisica quantistica, essere a conoscenza delle scoperte più recenti della biologia e della genetica, e bisogna pure avere la mente aperta alle più avanzate speculazioni nel campo della fisica teorica.
Iniziamo con la statistica e coi generatori di numeri casuali. Senza entrare nel dettaglio tecnico di come siano costruiti, possiamo limitarci a sapere che esistono generatori elettronici di numeri casuali che sono stati testati sperimentalmente, ovvero che in assenza di influenze esterne ci possono fornire in maniera del tutto casuale un numero all’interno di una gamma assegnata. Per testare la possibilità della nostra mente/coscienza di influenzare la realtà fisica spesso si lavora con generatori di numeri casuali che possono fornire solo il numero 0 oppure il numero 1.

La statistica insegna che se provo a fare 4 estrazioni di numeri scelti casualmente fra 0 ed 1 ho una certa probabilità di ottenere 3 volte 0 ed una volta 1. Ciò porterebbe ad un risultato percentuale del 75% di 0contro il 25% di 1; basta un manuale di quinta liceo per verificare con le regole del calcolo combinatorio che la probabilità di ottenere un simile risultato in 4 estrazioni successive è pari a 0,25. Ciò significa che su 4 serie di estrazioni di 4 numeri ci si aspetta di ottenere una serie con tali risultati. La probabilità di ottenere 2 volte 0 e 2 volte 1 (50% di estrazioni per ognuno dei numeri) è invece pari a 0,375. La probabilità di ottenere un 75% di 0 nelle estrazioni è appena una volta e mezzo minore di quella di ottenere il 50% di 0 ed il 50% di 1.
La cosa cambia drasticamente se noi facciamo un esperimento con 40 estrazioni. In tal caso la probabilità di ottenere 30 volte 0 e 10 volte 1, ovvero il 75% di 0 ed il 25% di 1 è 162 volte minore della probabilità di ottenere 20 volte 0 e 20 volte 1. La probabilità di ottenere quel fatidico 75% tende a diventare sempre più piccola rispetto alla probabilità di un’equa distribuzione dei risultati, fino a quando per una sequenza di 100 estrazioni un tale avvenimento può giudicarsi pressoché impossibile.

Similmente si può verificare (è un po’ più lungo e noioso ma il tipo di calcolo è sempre lo stesso) che su una serie di 100, 200 o 1000 estrazioni è molto difficile ottenere il 52%, il 53%, o il 54% di uno o dell’altro risultato: se il numero di estrazioni è molto elevato è quasi impossibile che la percentuale di 1 e di 0 differisca dal 50% per più di una cifra decimale.

Ed eccoci al dunque: sono stati fatti migliaia di esperimenti in cui si è chiesto a delle persone di influenzare con la propria mente i generatori di numeri casuali in maniera tale che essi dessero più 0 o più 1 del normale. I generatori di numeri erano stati precedentemente testati e si era verificata la loro perfetta funzionalità: in assenza di influenze esterne producono sempre il 50% di 0 ed il 50% di 1, eppure in presenza di persone che con la propria intenzione si sforzano di alterare i risultati ci riescono in maniera tale da ottenere risultati appunto del 52%, il 53%, o il 54% di uno dei due numeri. La probabilità che per caso si ottengano continuamente simili risultati è data dal prodotto delle (già basse) probabilità che in un singolo esperimento ci sia una simile deviazione dal 50%; il risultato dell’analisi cumulativa di tutti gli esperimenti fatti al riguardo mostra che la probabilità di ottenere per caso quei risultati è dell’ordine di 10 elevato a meno 50, ovvero è espressa da un numero con 49 zeri dopo la virgola: 0,00000000000000000000000000000000000000000000000001 per intenderci.

Molti degli esperimenti di questo tipo sono stati condotto nella prestigiosa Università di Princeton all’interno del progetto PEAR (Princeton Engineering Anomalies Research) e alcuni di questi risultati sono stati pubblicati su prestigiose riviste di fisica, vedi ad esempio Radin D.I., Nelson R., Evidence for Consciouness-Related Effects in Random Physical Systems, Foundations of Physics, 1989, 19, 1499-1514.

Una Commissione del Congresso degli Stati Uniti nel 1995 ha richiesto a degli esperti di effettuare uno per verificare l’utilità dei finanziamenti governativi alle ricerche sul paranormale (alcune delle quali effettuate presso il prestigioso Stanford Research Institute). Entrambi gli esperti hanno dichiarati che c’è una fortissima evidenza statistica che dimostra l’esistenza di certi fenomeni, in particolare Jessica Utts sostiene che: usando i criteri di giudizio normalmente utilizzati in ogni altro campo scientifico, è assolutamente provata l’esistenza dei poteri psichici dal momento che i risultati si sono dimostrati riproducibili in esperimenti ben congegnati (il rapporto è visionabile all’indirizzo http://anson.ucdavis.edu/~utts/).

Che dire allora di certe organizzazioni pseudo-scientifiche che dicono di indagare sul paranormale con la finalità più o meno dichiarata di negarne l’esistenza? Possiamo ancora credere che siano in buona fede, dopo avere scoperto che esistono tanti esperimenti scientifici rigorosamente controllati che provano la realtà del cosiddetto paranormale, e che persino le nostre esperienze quotidiane provano l’esistenza di percezioni extra-sensoriali? Basti pensare che esperimenti di questo tipo sono stati convalidati ad esempio dal premio Nobel per la fisica Brian Josephson e che i membri del CICAP e delle organizzazioni consimili (come il CSICOP) non sanno fare altro che dire che Josephson è un “nobel decaduto”. Non potendo contestare la realtà dei fatti provano a screditare coloro i quali dicono le cose come stanno.

Non è un caso allora che il CICAP si sia impegnato direttamente per “dimostrare” che le scie chimiche non esistono. Organizzazione per nulla attendibile il CICAP quando pontifica dell’inesistenza del paranormale, ovvero quando si occupa dei fenomeni per i quali l’organizzazione è sorta, come volete che sia attendibile quando nega le scie chimiche, soprattutto per bocca di persone che ammettono testualmente “io non sono un fisico, non sono un meteorologo, non sono un esperto aeronautico, non sono un chimico” e poi scrivono articoli su riviste “scientifiche” come Focus?. Ma la mole di dati sull’esistenza dei fenomeni paranormali non si limita certo a quelli appena menzionati ed in realtà non potrei citarli tutti senza scrivere un’enciclopedia. Chi volesse approfondire può leggere ad esempio i seguenti tre libri, l’ultimo dei quali cerca di dare anche alcune indicazioni per permetterci di utilizzare al meglio (e con finalità positive) i nostri poteri mentali: La mente estesa di R Sheldrake (ed Urra), Il campo di punto zero di Lynne McTaggart, La scienza dell’intenzione di Lynne McTaggart.

Un tipico esperimento sulle percezioni extrasensoriale è quello effettuato Mikio Yamamoto ed i suoi colleghi dell’Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche di Chiba, in Giappone. Essi hanno fatto una ricerca sul sul tao-ate, tecnica marziale per attaccare l’avversario senza contatto fisico. Nell’esperimento l’attaccante, un maestro di qigong cinese, ed il ricevente furono posti a tre piani di distanza in stanze schermate. Il comportamento del ricevente (la persona “attaccata”) era monitorato da riprese video, così come la sua resistenza cutanea ed il suo elettro-encefalogramma (EEG). Obbedendo alle indicazioni degli sperimentatori, che seguivano una procedura randomizzata in doppio cieco, l’attaccante mandava i suoi “attacchi energetici” e molto spesso il ricevente in quell’istante si ritraeva (osservazione visiva comprovata dalle riprese) e mostrava alterazioni dell’EEG e della resistenza della pelle. L’analisi statistica delle correlazioni osservate ha esclusa la possibilità che ciò sia avvenuto per caso e si è arrivati alla conclusione che il tao-ate comporta una forma di trasmissione che non è attualmente spiegabile dalla scienza (ma non di meno è reale). Secondo il maestro “attaccante” ciò che viene trasmesso è l’energia che tradizionalmente gli orientali chiamano qi (o ki o ch’i, a seconda delle trascrizioni). Rif: Yamamoto M. et al (2000) Study on analyzing methods of human body functions using various simultaneous measurements, Journal of international Society of Life Information Science 18, 61-97.

Fra i tanti esperimenti ne descrivo uno molto interessante che ha dimostrato come tutti gli uomini possiedano una capacità precognitiva inconscia, ossia che possono letteralmente presentire cose non ancora accadute. L’esperimento fu ideato a metà degli anni '90 del 20° secolo da Dean Radin e da suoi colleghi della University of Nevada di Las Vegas. In tale esperimento un computer tramite una funzione random seleziona in maniera causale delle immagini che vengono mostrate ad intervalli regolari ad una persona mentre dei sensori elettro-dermici ne misurano la resistenza della pelle (delle dita). Col variare dello stato emotivo infatti varia l'attività delle ghiandole sudorifere e cambia la resistenza della pelle misurata dal sensore. Tali sensori sono collegati ad un computer e permettono di compiere un monitoraggio continuo e di tracciare un grafico della risposta emozionale in funzione del tempo. Le immagini che vedono i soggetti dell'esperimento restano sullo schermo per 3 secondi, poi c’è una pausa di 5 secondi in cui lo schermo appare vuoto e poi si ricomincia con l’immagine successiva.

Le immagini sono scelte a caso fra un numeroso archivio che contiene in egual numero
a) immagini tranquille di sfondi e paesaggi
b) immagini crude di guerra, sangue, violenza
c) immagini di natura sessuale/erotica

Orbene, si è visto innanzitutto che le immagini di tipo a (tranquille) non causano nessun cambiamento nella resistenza misurata dai sensori (la curva nel grafico resistenza-tempo è quasi piatta) mentre le immagini di tipo b (violente) e soprattutto quelle di tipo c (sessuali) causano un'impennata della resistenza.

La cosa incredibile è che il segnale di risposta (l'impennata della curva nel grafico resistenza-tempo) alle fotografie di tipo b e c è stato registrato quasi sempre in anticipo di 3 secondi sulla visione della foto stessa.

Dirk Bierman, docente di psicologia di Amsterdam ha replicato indipendentemente questo tipo di esperimento ed ha verificato che l'effetto è più appariscente con le immagini erotiche. Il biologo Rupert Sheldrake che è stato uno dei soggetti che si è sottoposto all'esperimento, ha così commentato il risultato: "L'incremento repentino della mia attività elettro-dermica iniziava 5 secondi prima che le immagini erotiche comparissero sullo schermo".

Ulteriori dettagli su questi esperimenti si possono conoscere leggendo il libro di Dean Radin The conscious universe, Harper Edge, San Francisco 1977.

Insomma, per quanto possa sembrare incredibile, abbiamo esperimenti scientifici che ci permettono di ipotizzare che la preveggenza (e forse anche la profezia) siano possibili, che la nostra mente può guardare in avanti nel tempo. In tal modo siamo portati a riconsiderare la nostra idea del tempo (almeno quella che ci è stata mutuata da una scienza oltremodo dogmatica). Certo, questo ed altri esperimenti pongono numerosi quesiti di ordine psicologico, scientifico e filosofico. La mente il cui intento fosse diretto con precisione potrebbe conoscere il passato come il futuro? Il futuro è già scritto? Esiste il destino? Il futuro è delineato con precisione o ne sono delineate solo le linee guida? Se possiamo preconizzare il futuro allora cose succede: leggiamo il libro del destino così come sarà o leggiamo su un libro quello che dovrebbe essere il destino più probabile? La cognizione (almeno per somme linee) del futuro può servire ad influenzarlo oppure il destino si avvera ugualmente nonostante i nostri tentativi di cambiarlo? [non mi chiedete delle risposte precise, le sto cercando anche io, anche se dai miei studi in materia mi sembra di potere dedurre che il destino non sia del tutto definito]

Lo so, potrebbe girare la testa nel cercare di rispondere a queste domande, ed è fin troppo facile cercare di riacquistare una sicurezza emotiva dicendo “no, non è vero, sono tutte menzogne”. Ma il bello è che non solo gli esperimenti sono stati replicati, ma che tutti noi abbiamo possibilità di renderci conto di quanto possiamo a volte predire il futuro senza bisogno di alcun apparecchio computerizzato. Basterebbe infatti analizzare i nostri sogni scrivendo ogni mattina appena svegli la loro descrizione su un diario per poi verificare quante volte tali sogni nascondano delle premonizioni. A me personalmente è capitato più volte di trovare nei sogni premonizioni realizzatesi in maniera fin troppo accurata. Forse non ve ne siete ancora accorti perchè siete stati pesantemente indottrinati dal lavaggio del cervello dei mass-media, della “scienza ortodossa”, ma se solo aprite la vostra mente alla possibilità che la precognizione sia possibile inizierete a notare delle coincidenze che non possono essere casuali. Se poi volete conoscere quali esperimenti scientifici permettano di credere a “simili assurdità” li potete trovare nei libri già citati . Ma sarebbe il caso di ricordare ai più scettici quella tonnellata di dollari spesi dalla CIA per mettere a punto le strategie di preveggenza e visione a distanza (progetto Stargate) in collaborazione con degli fisici di primo piano. Ma ovviamente la CIA faceva queste cose solo per perdere tempo e soldi ...

È capitato a tanta, tantissima gente, di provare forti sensazioni di dolore pure in assenza di una causa apparente per il dolore stesso, e per giunta in concomitanza con un dolore identico (non dico analogo, ma proprio identico) provato da un’altra persona con cui si è in stretta relazione (fratello, madre, padre, figlio, amico). Tipici sono i casi dei gemelli, uno dei quali subisce un incidente mentre l’altro, a chilometri di distanza ed all’oscuro dell’incidente del fratello, percepisce nello stesso istante lo stesso dolore alla stessa parte del corpo che viene offesa dall’incidente.

A questo punto è da notare che, a parte certi dolori intercostali, certe fitte allo stomaco, crampi e robe simili, non esistono casi di dolori che vengono percepiti senza causa apparente, e quindi la probabilità che una persona percepisca certi dolori non è bassa, ma è esattamente zero. E questo è importantissimo, perché se la probabilità fosse anche dello 0,001 per cento, moltiplicando tale probabilità molto bassa per il numero degli anni vissuti da una persona e, soprattutto, per il numero degli abitanti del nostro pianeta, otterremmo l’assoluta certezza che prima o poi certi fenomeni si possano verificare per un pura coincidenza casuale.Ma pensate ad un persona che sente un dolore al ginocchio come se avesse urtato, e che sente tale dolore mentre è seduta o distesa sul letto (che non ha quindi urtato da nessuna parte); non è un dolore intercostale attribuibile a cause fisiologiche, ma è un dolore inspiegabile dal punto di vista della medicina e della biologia ortodossa. Se poi si scopre che nello stesso istante un’altra persona ad essa collegata (per amicizia o parentela) ha preso una botta al ginocchio, la coincidenza è tale che non può essere spiegata da nessun fenomeno casuale (il caso non si può tirare in ballo, con buona pace degli esponenti del CICAP e di organizzazioni simili) mentre la logica vuole che si spieghi il fenomeno in base ad un fenomeno di causalità (la botta al ginocchio alla persona X è causa del dolore al ginocchio della persona Y) e quindi considerando la realtà della sincronicità, della condivisione istantanea delle emozioni e delle sensazioni.

Ripensate allora ai fatti della vostra vita probabilmente troverete esempi di simili situazioni inspiegabili in termini di pura coincidenza causale, chiedete ai vostri amici e parenti se hanno sperimentato situazioni simili, ma soprattutto chiedete ai gemelli che conoscete quante volte a loro sono capitati simili episodi di sincronicità.Personalmente come docente ho avuto a che fare con tanta di quella gente che non mi è stato difficile raccogliere diverse testimonianze di simili eventi soprattutto riferiti a gemelli ed in particolare io stesso ho sperimentato su di me la stessa situazione. Una volta infatti ho fatto dormire a casa mia una persona con un forte dolore al ginocchio, ed anche io quella notte ho percepito lo stesso dolore, pure non avendo urtato da nessuna parte. L’unica spiegazione che mi sono potuto dare è che le sensazioni di dolore così forti della persona che ospitavo sono state recepite telepaticamente dalla mia mente che era entrata in sintonia con la sua.

Ognuno ha quindi la possibilità di esaminare da solo come i poteri ESP, la telepatia, la sincronicità non casuale degli eventi siano osservabili tutto intorno a noi: basta aprire gli occhi e guardare alla realtà senza i pregiudizi che l’informazione di regime ha instillato nelle nostre menti. E vi assicuro che più credete alla possibilità che tali fenomeni si verificano, più li sperimenterete.

Che dire allora di certe organizzazioni pseudo-scientifiche che dicono di indagare sul paranormale con la finalità più o meno dichiarata di negarne l’esistenza? Possiamo ancora credere che siano in buona fede, dopo avere scoperto che esistono tanti esperimenti scientifici rigorosamente controllati che provano la realtà del cosiddetto paranormale, e che persino le nostre esperienze quotidiane provano l’esistenza di facoltà ESP?E come mai queste organizzazioni si preoccupano tanto di negare l’esistenza degli UFO (che poi di per sé non vuol dire necessariamente velivoli alieni, ma velivoli non identificati), l’esistenza del paranormale, l’esistenza delle civiltà antidiluviane, le scie chimiche, continuando a negare, negare, negare, fino a rasentare il ridicolo? Forse perché tutte queste cose sono fin troppo vere ma troppo scomode per l’apparato di potere? (eccezion fatta per gli UFO e gli alieni che di recente sono stati “riabilitati” dal potere con la pubblicazione di numerosi “X files” da parte del governo britannico e francese, nonché con la dichiarazione di mons. Bagnasco sull’esistenza di civiltà extraterrestri; questa repentina e simultanea inversione repentina di rotta da parte del potere puzza di bruciato, sembra proprio ci sia sotto qualcosa di subdolo).

Ma perché tali organizzazioni dovrebbero negarci l’accesso a simili informazioni verificabili sia tramite esperimenti scientifici che tramite l’attenta osservazione quotidiana? Forse se ci fossero molte persone coscienti di tali poteri potrebbero utilizzarli a fin di bene, sia per facilitare i processi di guarigione (abbiamo visto nel paragrafo 2 come sia intento di chi ci governa renderci deboli e malati) che per irradiare (con la meditazione compassionevole e con l’esercizio positivo dell’intenzione) messaggi di amore che rafforzino la coesione degli esseri umani che vengono divisi per finalità bieche di dominio. Alcuni degli esperimenti più interessanti sviluppati dal PEAR, ma anche da altri istituti, mostrano come l’effetto dei nostri poteri mentali sia cumulativo, e che se ci si applica in molti nel tentativo di modificare la realtà col pensiero l’effetto è maggiore; è un effetto di coerenza dell’intenzione che assomiglia molto a quello della risonanza o dell’interferenza costruttiva dei fenomeni ondulatori.

Se molti uomini sviluppassero i propri poteri mentali potrebbero anche affinare l’intuito (un’altra “facoltà nascosta” della nostra mente) per vedere più chiaramente quello che sta accadendo intorno a loro e come il potere li stia avvelenando e manipolando. Per adesso il potere criminale che ci sovrasta ha fatto in modo che la gente che conosce i poteri della mente non fosse ben cosciente delle logiche di predominio e sfruttamento delle élite che ci governano (e così abbiamo molte persone che utilizzando la meditazione e la focalizzazione dell’intenzione su obiettivi limitati) mentre le persone che sono ben coscienti di come i potenti stiano depredando e sfruttando i loro sudditi vivono ancora nell’ignoranza delle proprie potenzialità mentali. Tale divisione credo sia fortemente voluta dai poteri che ci sovrastano; se un giorno si realizzasse una forte commistione di queste due categorie assieme ad una rinnovata presa di coscienza della realtà che ci circonda (vedi ad esempio le scie chimiche) il potere delle élite che dominano il mondo potrebbe iniziare a scricchiolare.

Per approfondimenti consiglio il già linkato articolo sul "fondamentalismo" del CSICOP nonchè questo altro articolo di Umberto Di Grazia.